Squilibri del Sistema Tonico-Posturale

La POSTURA: cos’è realmente

Il termine POSTURA attualmente è sulla bocca di tutti, è sicuramente inflazionato e - direi - anche abusato, tante volte senza comprenderne neanche il reale significato. L’assetto posturale scorretto - per dirne una - molto spesso viene confuso con le “posizioni scorrette” legate ad abitudini, necessità lavorative, al trasporto di pesi o quant’altro.

Vediamo di capire allora, nel modo più semplice possibile, cosa deve intendersi per postura.

IN TERMINI TECNICI: la postura è un automatismo neuro-muscolare basato sui rilevamenti dell'ambiente in cui viviamo e dell'ambiente interno del nostro corpo effettuati da alcuni sensori (occhi, bocca, piedi, pelle, fusi neuromuscolari, labirinti, altri recettori articolari e tendinei ecc.).

Tali rilevamenti vengono inviati ad alcune strutture del Sistema Nervoso Centrale poste in sede sottocorticale - quindi non direttamente controllabili dalla volontà - le quali, dopo averle elaborate ed integrate, generano una risposta motoria destinata ai fusi neuromuscolari.

Essi, a loro volta, modulano il tono di base dei muscoli tonici e delle catene muscolari cui appartengono; in tal modo, modificandosi il tono anche di un solo muscolo si modula la tensione di tutta la catena e ciò modifica l'assetto posturale. Bisogna immaginare il nostro corpo come una struttura tridimensionale - i cui elementi rigidi, cioè le ossa, il cui insieme costituisce lo scheletro - è tenuta in piedi contro la gravità da elementi "tensivi" che sono proprio i muscoli tonici organizzati in catene muscolari.

Il nostro corpo, quindi, è una struttura che mantiene la sua organizzazione tridimensionale in virtù di quel fenomeno molto ben conosciuto in architettura che va sotto il nome di tensegrità (vedi).

Le strutture in tensegrità hanno una proprietà unica cioé quella di poter modificare la propria organizzazione tridimensionale per "assorbire e adattarsi" a un insulto che si estrinseca su una qualsiasi parte delle struttura, anche se piccola. Se questo insulto viene meno la struttura riprende elasticamente la normale organizzazione tridimensionale.

Questo concetto può essere trasferito pari pari a quello di postura: infatti un qualsiasi insulto o disfunzione capace di modificare il tono di uno o più muscoli tonici o di una o più catene muscolari provoca un'alterazione dell'assetto posturale, permanente e progressivo, a meno che la disfunzione causale non venga trattata e "normalizzata". Nel nostro organismo c'è, però, una particolarità: se la disfunzione dei sensori che origina il disassetto posturale rimane per tempi prolungati, l'alterazione dell'assetto si "struttura". In tal caso, dal punto di vista terapeutico, non tutto è perduto perché, trattando la disfunzione dei sensori, se non altro, si blocca il peggioramento e si cura la sintomatologia agendi direttamente sulla causa della stessa.