Squilibri del Sistema Tonico-Posturale

Principali disfunzioni dei sensori del Sistema Tonico-Posturale

Gli squilibri posturali derivano direttamente dalla disfunzione dei principali sensori del STP che sono gli occhi, la bocca, i piedi e la pelle.

Le disfunzioni oculari capaci di indurre un'alterazione dell'assetto posturale sono essenzialmente le disfunzioni motorie degli occhi e le eteroforie mentre, tra i disturbi della rifrazione, quello da tirare in ballo è solo l'astigmatismo. Infatti, gli altri disturbi rifrattivi (miopia, ipermetropia e presbiopia), purché non molto asimmetrici nei due occhi, ben corretti con occhiali indossati bene, in linea di massima, non generano disfunzioni posturali.

Per disfunzione motoria degli occhi s'intendono i deficit di convergenza, generalmente di un solo occhio che viene classificato in 4 stadi, secondo la gravità; a volte è bilaterale. Le eteroforie, invece, sono gli stabismi nascosti che possono essere orizzontali (in convergenza o in divergenza), verticali (verso l'alto o verso il basso) e misti. Molto importante è stabilire se il soggetto ha una buona visione con ambedue gli occhi e se ha una visione bioculare o binoculare.

Le disfunzioni della bocca sono molteplici perché bisogna analizzare sistematicamente le articolazioni temporo-mandibolari che possono presentare blocchi, click in aperture e/o in chiusura, scrosci ecc.; importantissime sono le disfunzioni linguali che consistono in una scorretta postura e spinta linguale, in una deglutizione atipica e in una brevità del frenulo; per quel che riguarda i denti, infine, è importante definire e trattare le malocclusioni di tutte le classi, la mancanza di uno o più denti, le parafunzioni (serramento, bruxismo, morsicatura continua delle labbra e della muscosa buccale) e le abitudini viziate quali per esempio il mangiarsi le unghie (onicofagia), la suzione del pollice ecc..

Per quel che riguarda i piedi, il discorso è ancora più complesso perché i disassetti podalici sono molteplici e vanno sempre correlati all'assetto delle strutture sovrasegmentarie (ginocchia, articolazioni coxo-femorali e bacino) che non sempre sono concordi. Comunque tutti i piedi vari, valghi, piatto-valghi, cavo-valghi - soprattutto se sono asimmetrici - e disarmonici inducono disfunzioni del STP. Va però precisato che bisogna fare attenzione all'età del soggetto perché nei bambini un piede valgo e anche moderatamente piatto è normale, almeno fino a 6-7 anni d'età. È al momento del cambio della dentizione che si modifica sia il modo di deglutire che l'assetto podalico. Vale la pena anticipare che se si vuole che il piede dei bambini diventi normale nell'età adulta bisogna che essi camminino scalzi il più possibile, che non vengano usate scarpe ortopediche o, peggio, "correttive" e che vengano banditi tutti i plantari sagomati o morbidi che rovinano - letteralmente - la propriocezione e cioè la funzione di sensore neurologico del piede.

Infine la pelle. In posturologia la pelle viene considerata come il sensore dei muscoli che appartengono allo stesso livello metamerico e le patologie della pelle che sono in grado di generare disfunzioni del STP sono essenzialmente le cicatrici, specialmente quelle del dorso, dell'addome e del collo che siano patologiche cioè quelle cheloidi, infossate e vascolarizzate. Poco significative, invece, da questo punto di vista, sono le cicatrici da ustione, non importa quanto siano ampie.