Squilibri del Sistema Tonico-Posturale

Il Sistema Tonico-Posturale: cosa fa e come funziona

Il Sistema Tonico-Posturale (STP) ha la funzione di mantenere le varie parti del nostro corpo in un assetto ottimale al fine di evitare di cadere a causa dell’attrazione della gravità terrestre e di muoverci nell'ambiente che ci circonda per compiere tutte le attività della vita. Possiamo dire, inoltre, che il movimento è una sequenza di posture instabili, continuamente anticipate, sorvegliate, protette, corrette e rifinite dal STP.

Il sistema, come si è visto (link), in linea di massima, risponde agli stessi principi di funzionamento di uno stabilizzatore elettronico di una macchina moderna (ESP = electronic stability program), tali sistemi trovano la loro massima complessità, precisione ed efficacia nei sistemi di gestione elettronica delle macchine di “Formula 1”. Si sa che più preciso ed efficiente è tutto il sistema tanto più veloce e sicura – e quindi vincente – è la macchina che ne è fornita.

Ebbene il funzionamento del STP è basato sugli stessi principi dell’ESP.

L’ESP è costituito da diversi sensori (dell'angolo di sterzata e d’imbardata, dei giri delle ruote e del differenziale, della durezza e dell’assetto degli ammortizzatori, quelli quali-quantitativi del flusso di carburante e via di seguito) posizionati nei punti strategici dei vari organi della vettura i quali rilevano istante per istante il funzionamento dei vari componenti ed il loro assetto in rapporto all’ambiente. Tali rilevamenti formano un “treno” ininterrotto d’informazioni che arriva ad una centralina elettronica, opportunamente programmata, che interpreta i dati e modula l’assetto degli ammortizzatori, la ripartizione della frenata, l’azione del differenziale, la qualità e la quantità dell’alimentazione del motore ecc. affinché l’auto possa esprimere in massima sicurezza il massimo delle sue potenzialità, in tutte le condizioni ambientali (caldo, freddo, fondo asciutto, bagnato, liscio, sconnesso, in pendenza, piano ecc.).

Anche il STP ha gli stessi costituenti di base: i sensori, la centralina e gli organi che rispondono ai suoi impulsi regolatori (link).

I sensori del STP sono posizionati in modo da acquisire quante più informazioni possibili dall’ambiente esterno e dall’interno dell’organismo per convogliarle, attraverso le vie nervose sensitive, a quelle parti della regione sottocorticale del cervello che controllano gli automatismi (link). Ed è a livello di tali strutture neurologiche che le informazioni sensoriali vengono acquisite, elaborate ed integrate con altre informazioni, anche di natura psichica, provenienti dai centri nervosi della parte più evoluta del nostro cervello e cioè la corteccia perché, completato il processo di elaborazione e integrazione, si generi una risposta motoria tonica, quindi non di movimento ma di regolazione della tensione, destinata - per mezzo del circuito dei neuroni gamma - ai fusi neuromuscolari dei muscoli tonici. Essi, a loro volta, sono inseriti nelle catene miofasciali la cui normale tensione reciproca genera poi l'organizzazione tridimensionale delle spalle, della colonna e del bacino affinché l'assetto posturale sia "normale" e si possa stare semplicemente in piedi o espletare tutte le attività quotidiane in sicurezza e col minimo dispendio energetico.

Ma tutto è basato sulla normalità strutturale e funzionale dei sensori. Va da sé che se i sensori sono starati sia l'ESP che il STP funzionano male, l'assetto non è regolare e le "prestazioni" non sono quelle che ci si aspetta di avere.

Accade così che, se le informazioni acquisite dai sensori sono distorte per un cattivo assetto o funzionamento degli stessi, si avrà una distorsione della risposta motoria tonica e quindi dell'assetto posturale che si traduce in un’alterazione dell’assetto delle spalle, del bacino e della colonna che mette nelle condizioni di lavorare fuori dalle condizioni fisiologiche lo scheletro, le articolazioni, i muscoli, i tendini ecc. con relativo deficit di rendimento e deterioramento abnorme e precoce delle strutture biomeccaniche di tutto l’organismo.

Stando così le cose, è facile comprendere che tali disfunzioni ed alterazioni di ordine squisitamente biomeccanico provocheranno tensioni abnormi sulle strutture tendinee e legamentose con la comparsa, soprattutto in condizioni di un aumento di richiesta di prestazioni lavorative e/o sportive, di tendiniti (tendine di Achille, tendini della spalla), entesiti (pubalgia, gomito del tennista), contratture, stiramenti e strappi muscolari ecc.. Col passare del tempo le stesse disfunzioni si tradurranno in degenerazione e precoce usura delle articolazioni il che significa comparsa di lesioni cartilaginee, artrosi, discopatie, ernie del disco e quant’altro.

In conclusione: assetto posturale perfetto = massima capacità di espressione delle proprie capacità motorie e minimizzazione dell'usura e dei traumi.