Squilibri del Sistema Tonico-Posturale

POSTURA e CATENE MUSCOLARI (LINEE MIOFASCIALI)

Numerosi sono stati gli studiosi della Postura che ci hanno fornito una descrizione delle catene muscolari e delle linee miofasciali. I più importanti sono sicuramente Mézières, Busquet, Denys-Struyf e Myers che hanno identificato e descritto, ciascuno per proprio conto, diverse catene muscolari. Sostanzialmente i principi sono gli stessi perché ciascuno di loro identifica e classifica le catene in dirette e crociate, tutte ad andamento cranio-caudale.

L'elemento che accomuna questi autori è che tutti, indistintamente, attribuiscono all'attivazione più o meno accentuata di una o più catene, generata sempre da una disfunzione dei sensori del Sistema Tonico-Posturale, il realizzarsi dei vari squilibri dell'assetto della testa, delle spalle, del bacino e della colonna che noi visualizziamo clinicamente nei tre piani dello spazio quando si esamina la Postura di un soggetto che arriva all'osservazione.

Ognuno, poi, indossa il suo assetto posturale preferenziale seguendo un proprio codice di attivazione, muscolare anche in funzione del proprio habitus psichico (integrazione dell'informazione proveniente dai recettori del Sistema Tonico-Posturale con le attività dei centri superiori che condizionano la risposta motoria tonica); in pratica, ognuno, in modo differente dagli altri, adotta una determinata strategia per situarsi nello spazio che lo porta ad attivare alcuni gruppi muscolari piuttosto che altri. 

È dal cranio che partono tutte le catene muscolari, antigravitazionali (o statiche) e dinamiche, esse attraversano il nostro corpo ed uniscono i due estremi opposti dell’organismo.

Tramite la teoria delle catene muscolari si spiega come un’alterazione dell’occlusione, della funzione deglutitoria, della convergenza oculare, etc., può determinare un’alterazione, una variazione o addirittura una fissazione dell’appoggio podalico. E viceversa.